ROMA FRINGE FESTIVAL il 5 luglio l’attesa finale 

Finale e premiazioni Roma Fringe Festival 2015

5 luglio, giardini di Castel Sant’Angelo

ore 20.30: Guerriere – Palco C

ore 21.30: Gli Ebrei sono Matti – Palco B

ore 22.30: Les Aimants – Palco A

ore 23.30: Fak Fek Fik – Palco C

ore 00.30: Premiazioni  

Giorgia Gigia Mazzucato in Guerriere

 
Dopo 5 settimane di spettacolo tra Teatro, Danza, Performance, Comedy e Installazioni, il 5 luglio nei giardini di Castel Sant’Angelo si svolgerà la finale del Roma Fringe Festival 2015.

Un appuntamento per tutti gli appassionati di teatro e non solo, in cui ad andare in scena a partire dalle ore 20.30 saranno i quattro spettacoli più votati da pubblico e critica nelle singole settimane di programmazione: Gli Ebrei Sono Matti (Compagnia Teatro Forsennato – ideato e diretto da Dario Aggioli – Interpreti: Dario Aggioli, Guglielmo Favilla), Guerriere – Tre donne nella Grande Guerra (di e con Giorgia Gigia Mazzucato. Testi e regia: Giorgia Mazzucato – Supervisione storica: Aldo Cazzullo), Fak Fek Fik (Compagnia collettivo Sch.lab. Regia: Dante Antonelli – Attrici-Autrici: Martina Badiluzzi, Ylenya Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli), Les Aimants (Compagnia Mangano-Massip – Associazione Autour du Mime, con Sara Mangano, Pierre-Yves Massip).
Una panoramica sul teatro indipendente italiano e non solo, che porta all’attenzione del grande pubblico, della stampa e degli addetti ai lavori quattro lavori molto diversi tra loro, rappresentativi di un contesto teatrale in forte fermento, tra memoria e contemporaneità: Gli Ebrei sono matti, spettacolo ironico e intelligente che sulla scena romana ha superato le 50 repliche, Guerriere – Tre donne nella Grande Guerra intensa nuova drammaturgia di teatro civile affidata a una giovane autrice padovana, Fak Fek Fik scrittura originale, dissacrante, contemporanea e collettiva, e Les Aimantes, poetico teatro danza francese ispirato alle poesie di Prevert.

Ore 20.30: GUERRIERE – TRE DONNE NELLA GRANDE GUERRA – Prima Guerra mondiale: donne dell’epoca immaginate come povere anime rimaste sole, costrette a prendersi cura di casa e figli, mentre, fuori dalla finestra, ruggisce la guerra. Invece, è tutta un’altra storia. Angela, travestita da uomo per andare a combattere; Eva, un’albergatrice che cerca di imitare la Regina Elena e Coco Chanel; Franca, che, per rivedere il marito al fronte, costruisce armi. Un affresco di storie che dipingono un panorama sconosciuto. Narrata dalla voce di una giovane donna, questa pagina del passato, regala nuovi punti di vista in favore delle generazioni che la vedono a 100 anni di distanza. Spettacolo di interesse storico inedito. I personaggi sono stati scritti sulla base di documenti originali ed esclusivi di donne dell’epoca. La supervisione storica è del giornalista e storico Aldo Cazzullo. Allieva di Dario Fo, l’autrice, per la scrittura dello spettacolo attinge all’enorme eredità lasciata dall’incontro con Franca Rame, alla quale lo stesso è dedicato.

Di e con Giorgia Gigia Mazzucato. Testi e regia: Giorgia Mazzucato – Supervisione storica: Aldo Cazzullo – Musiche: Mario Di Marco – Musiche dal vivo: Veronica Giuffré violino/Mario Di Marco clarinetto e melodica/Dario Giuffrida drum synth e programmazione – Scenografia: Graziano Pimpolari e Livia Centonze – Progetto Illuminotecnico: Paolo Facco – Luci: Paolo Facco, Andrea Vannini – Costumi: Sed Etiam by Res Nullius – Produzione: G. Mazzucato, Maria Beatrice Alonzi – Assistente al montaggio: Andrea Vannini – Produzione esecutiva: G. Mazzucato – Foto e Progetto Grafico: mariabeatrice.com – Compagnia Giorgia Gigia Mazzucato – Associazione Teatro Boxer”.

Ore 21.30 GLI EBREI SONO MATTI – Durante il ventennio fascista, Enrico viene ricoverato in un manicomio vicino Torino, lontano dai suoi cari, dalla sua città e dai discorsi del Duce, da lui tanto amati. Ferruccio ebreo livornese, laureato a Roma, costretto a fuggire per l’ennesima volta, viene nascosto nel manicomio vicino al confine sotto un altro nome: Angelo. Il professore che dirige la casa di cura per insegnargli a comportarsi come un malato di mente, lo mette in stanza con Enrico, uno dei più innocui tra i degenti. Ferruccio per imparare a essere un altro, si confronta con Enrico che non riesce a essere più se stesso da tempo. Un matto vero fascista e un matto falso ebreo raccontano la tragedia delle leggi razziali attraverso la comicità della situazione. Tratto da un fatto realmente accaduto.

Ideato e diretto da Dario Aggioli – Interpreti: Dario Aggioli, Guglielmo Favilla – Costumi e scene Arianna Pioppi, Medea Labate – Maschere realizzate in gioventù da Julie Taymor – Compagnia Teatro forsennato

Ore 22.30 LES AIMANTS – Il tempo passa, la sua violenza insidiosa si immischia nella coppia, invade lo spazio e vibra a ogni infimo movimento. Ciascuno tiene il suo ruolo: la vittima e il boia, ma chi è chi? E cosa resta della tenerezza? I sogni, le angosce, le gioie e le vigliaccherie. Questa insopportabile banalità dell’esistenza. Due personaggi vanno e vengono sulla corda rigida del loro destino. Talvolta un raggio di sole entra per effrazione portando via il dolore della solitudine.

Le poesie di Prévert si confondono in questo spettacolo molto dolce, mischiando teatro gestuale, danza e poesia. Come una sceneggiatura dal fascino sottile, senza retorica e senza parola, dove si incrociano il sogno, il ricordo, il futuro immaginato, il presente incerto. Lo spettacolo nella sua forma corta ha vinto il premio di interpretazione al Be festival di Birmingham e ha girato il mondo con molto successo: Inghilterra, Cina, Cile, Israele, Spagna, Kossovo, Montenegro, Porto Rico. È presentato per la prima volta in Italia al Fringe festival di Roma.

Regia e interpretazione: Sara Mangano, Pierre-Yves Massip Assistenti alla regia: Manon Crivellari, Hannah CornickCreazione musicale: Stephanie Gibert – Creazione luci: Agathe Patonnier. Scenografia: Pym – Compagnia Mangano-Massip – Associazione Autour du Mime

Ore 23.30 FÄK FEK FIK – LE TRE GIOVANI – WERNER SCHWAB è un lavoro autorale e interpretativo che nasce dalla drammaturgia di Werner Schwab. Tre giovani attrici affrontano il paesaggio dei riferimenti della produzione del drammaturgo austriaco con l’obiettivo di realizzare una scrittura originale, che inizia dove lo spettacolo Le Presidentesse finisce, portando sulla scena quello che Schwab stesso non ha mai scritto. Lo ha consegnato come una visione ai posteri, alle future generazioni di giovani dissidenti: una cucina vuota, uno schermo che diventa sempre più grande, desideri d’amore sempre più contorti e incerti, emarginazioni sempre più silenziose, periferie di un mondo globalizzato al centro di un’indagine acuta e ironica, appassionata ma spietata.

Regia: Dante Antonelli – Attrici-Autrici: Martina Badiluzzi, Ylenya Giovanna Cammisa, Arianna Pozzoli – Allestimento scenico : Francesco Tasselli – Ambiente sonoro: Samuele Cestola – Gestione Progetto: Annamaria Pompili Ufficio Stampa: Marta Scandorza – foto: Gabrielle Savanelli – video: Francesco Tasselli – Illustrazioni: Serena Schinaia – Progetto Grafico: Donato Loforese

Compagnia collettivo Sch.lab. Associazione culturale Teatro A Vista

http://www.facebook.com/RomaFringe / @RomaFringeFest

Per info e programma: http://www.romafringefestival.ithttp://www.romexpo.it