TEATRO VASCELLO spettacolo di danza DON QUIJOTE coreografie Loris Petrillo

DON QUIJOTE
22 – 23 – 24 aprile h 21
coreografia e regia Loris Petrillo
consulenza musicale Pino Basile
musiche Pino Basile, aa vv
consulenza drammaturgica Massimiliano Burini
interpreti: Nicola Simone Cisternino, Yoris Petrillo, Giacomo Severini Bonazelli
disegno luci Loris Petrillo
produzione AcT_Cie Twain physical dance theatreDon Quijote 1
con il contributo di OFFicinaTwaIN_Centro Promozione Culturale_Regione Lazio
con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo
Quella di Don Quijote è una follia sana. Spinta da un impulso interiore che ne deforma la
realtà, tanta è la voglia di cambiarla. Il “folle” cavaliere ci mostra il problema di fondo
dell’esistenza, cioè la delusione che l’uomo subisce di fronte alla realtà, la quale annulla
l’immaginazione, le proprie aspettative, la realizzazione di un progetto di esistenza con cui
l’uomo si identifica. Non è quindi difficile immaginarci come lui, oggi. Eterni cavalieri che
combattono quotidianamente con i mulini a vento di una società decadente. Il Don Quijote
contemporaneo è un uomo che viene illuso, deluso, ingannato e si trasforma da sognatore
ironico e spensierato in un personaggio tragico, che prima di dichiararsi risanato e pentito,
e dunque vinto, sul letto di morte, esclama: io sono nato per vivere morendo”.
“Non muoia, signor padrone, non muoia. Accetti il mio consiglio, e viva molti anni, perché
la maggior pazzia che possa fare un uomo in questa vita è quella di lasciarsi morir così
senza un motivo, senza che nessuno lo ammazzi, sfinito dai dispiaceri e
dall’avvilimento…” E’ a queste parole, quelle che Sancho Panza rivolge al suo cavaliere
errante in fin di vita, che Loris Petrillo si ispira per affrontare il suo nuovo lavoro
coreografico. Un inno alla resistenza, al coraggio, un invito a rimettersi in piedi per
combattere la delusione che si subisce di fronte alla realtà. Oggi come centinaia di anni fa,
l’uomo si ritrova a subire una visione crudele della realtà che non ha spazio per
l’immaginazione, la fantasia, le aspettative, la realizzazione di un progetto di esistenza con
cui identificarsi. Da sempre l’uomo è stato costretto dalle vicende della vita a ripetuti
compromessi, a sconfitte, a tristezze, ma con un pizzico di idealismo ogni folle potrebbe
essere più savio di quanto si possa credere e scoprire, contro ogni apparenza, la vera
essenza dell’esistenza. Con la sua sete di giustizia, il Don Quijote di Loris Petrillo, è quel
qualsiasi ma non qualunquista uomo che non teme di essere sconfitto e che anzi cerca il
continuo confronto come fonte di conoscenza, quell’uomo che non si stanca di
combattere, che se cade non ha timore a rialzarsi e più forte di prima, quell’uomo che
crede fortemente nei grandi ideali e si batte contro gli pseudo-principi privi di ragione,
quell’uomo disposto ad affrontare il lungo viaggio della ricerca del proprio io per perdersi
tra i labirinti del mondo. Attraverso il carattere e la personalità dei personaggi del
capolavoro seicentesco di Cervantes, Don Quijote, Sancho Panza e Ronzinante, lo
spettacolo affronta i temi più profondi dell’esistenza dell’uomo ma senza tralasciare gli
aspetti più grotteschi ed esilaranti degli stessi che per fortuna pure gli appartengono. Lo
stesso spettacolo, ora più simile ad una parodia ora ad un elaborato di più complesso
spessore, è proprio per questo, soprattutto un viaggio simbolico nei meandri
dell’esistenza.

PREZZO BIGLIETTO 15 EURO POSTO UNICO
Botteghino:
dal martedì al venerdì dalle 9 alle 21.30 orario continuato
lunedì dalle 9 alle 18,00
sabato dalle 11 alle 21,30
domenica dalle 14 alle 19

 

Teatro Vascello Via Giacinto Carini 78
Cap 00152 Monteverde Roma
http://www.teatrovascello.it