TEATRO DELL’OROLOGIO 5-8 MARZO 12 BACI sulla BOCCA

Nest
Napoli Est Teatro
“Torna a stupire la compagnia Nest in scena con 12 BACI sulla BOCCA!cid_ii_i6p1kcxn0_14bd05cf2e2cfd73

Dopo l’indimenticabile successo di Educazione Siberiana torna a Roma, dal 5 all’8 marzo al teatro dell’Orologio, nella rassegna “BE. YOU”, la compagnia Nest con l’appassionante spettacolo “12 Baci sulla bocca”, in una nuova versione con parte del cast rinnovato. In scena ci saranno Ivan Castiglione e Adriano Pantaleo ad affiancare Andrea Vellotti, per regalare le stesse emozioni e spunti di riflessione con l’elegante regia di Giuseppe Miale Di Mauro.

“E’ tutta la vita che mi nascondo, perché io nascosto ci sto bene. Mi sento al sicuro”. Nel testo non si tratta di fare outing, ma di interpretare l’alchimia di un sentimento che nasce inaspettato.
La trama è pretesto per raccontare una storia d’amore, semplice ed emozionante come ogni storia d’amore è. E poco importa se i protagonisti di questa storia sono due uomini, perché Emilio e Massimo sono il simbolo di una libertà che negli anni settanta era pura utopia, e oggi è finta democrazia.
“Abbiamo pensato di ambientare questa storia negli anni settanta, per costruire un tessuto emotivo ancora più claustrofobico, spiega Giuseppe Miale di Mauro, 12 mesi che iniziano con la strage di piazza della loggia e terminano con la tragica morte di Pier Paolo Pasolini. Dopo il lavoro fatto con Gomorra, Santos ed Educazione Siberiana, abbiamo voluto mettere a frutto la nostra esperienza in una storia di pura finzione. Una vicenda che parte dalla periferia della nostra terra, dove il tempo sembra essersi fermato”.
Sinossi
Siamo nella provincia soffocante e a volte disorientante napoletana degli anni 70’. Il conflitto politico e sociale che divide il paese sembra lontano da queste terre. In questo ambito nasce “12 baci sulla bocca” che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto e Massimo, fratello “ripulito” del proprietario di un ristorante. Massimo si sta per sposare con l’unica donna che ha avuto nella sua vita, è a quel punto della vita in cui o ti lasci o ti sposi, Massimo si sposa. Emilio è giovane ed è ricchione, perché era l’unico termine usato a Napoli per identificare un omosessuale. Emilio riesce a scardinare l’omosessualità assopita malamente da Massimo. I loro incontri sono violenti al limite dello scontro fisico. I due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso, rappresenta, forse, l’unico momento di vero sentimento nella loro vita. Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensi. In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente essere un “ricchione di paese”.
di Mario Gelardi
con Ivan Castiglione, Adriano Pantaleo, Andrea Vellotti
Regia di Giuseppe Miale di Mauro
Luci Ettore Nigro
Scene Roberta Mattera
Costumi Giovanna Napolitano
Aiuto regia Giuseppe Gaudino
Foto Angela Sodano
Progetto grafico Annalisa Di Vito