La bellezza di plastica nel nostro mondo

RECENSIONE   Doris every Day è un passo prima della presa di coscienza. La confusione lineare di una donna distrutta. Il momento prima di chiedere aiuto.
Su drammaturgia di Laura Bucciarelli adattata dal regista Pietro Dattola, un monologo incessante arriva come uno schiaffo.
Non c’è ironia, non c’è volontà di far ridere, anche se in sala qualcuno a volte sorride. Ci sono le reali condizioni di una donna che della sua bellezza ha fatto il punto massimo della perfezione.
Dove bellezza corrisponde a stare al mondo, ad essere accettata dagli altri. Così come mamma diceva, lei così perfetta, lei che controllava, modellava il mio crescere come fossi un pezzetto di plastilina.
La nonna, la mamma. Perfette. Lei no, lei deve controllare tutto, deve raggiungere ciò che non è.
Flavia Germana de Lipsis porta in scena una bionda simil-Barbie. Con buona presenza scenica e davvero buona articolazione. Non ha mai né perso la parola, né mai fatto pause che potessero rallentare il ritmo di una reale richiesta di attenzione.1962588_10203503131370096_1191853159_n
La scenografia è un interno all’ora del tè, offerto ad una sedia vuota, a qualcuno che lei vorrebbe lì ma che col suo comportamento ha allontanto, che sia una amico o un amore.
Un amore che pensava di aver trovato. Qui il cameo di Andrea Onori che interpreta un ragazzo delicato, felice, curioso, anche fisicamente si muove mai posando con fermezza i piedi a terra. È emozionato e vorrebbe amarla. Come tutti affascinato dalla bellezza, che la accetta di impegarsi a conoscerla ma se dietro lo scudo non c’è possibilità di parlare, amare il reciproco pensiero, sentire insieme il calore del sole sul viso senza ossessioni e paure, l’amore se ne va.
Ci sono abiti appesi alla parete, in fondo. Gli abiti della bambola, che ogni bambina ha pronti per la sua bambola.
Cadranno nel momento di rottura, nel momento in cui Doris, idealmente, cadrà.
Ottima l’interpretazione dei due attori, principalmente di Doris – de Lispis che con la sua forza rende sempre viva l’attenzione del pubblico, nonostante fosse a volte in ombra luci.
Finale aperto che lascia pensare qualsiasi possibilità.
Che porta lo spettatore a pensare di aver visto qualcosa di realistico, di molto frequente in questo nostro mondo di plastica, rosa, profumato, freddo, marcio, struggente.

Interpreti  Flavia Germana de Lipsis, Andrea Onori
Regia  Pietro Dattola
Aiuto regia ed elementi di scena  Alessandro Marrone

Teatro Studio Uno fino al 20 aprile

 

Per Roma a Teatro Laura Mauti  @lauramauti

Grazie a Andrea Onori e Teatro Studio Uno

 

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