I tre terrieri: Orwell avrebbe apprezzato

RECENSIONE   Affinché il proprio spettacolo teatrale risulti innovativo c’è solo un modo: renderlo tale.
È andato in scena al Teatro Lo Spazio ‘I tre terrieri’ primo classificato al concorso Autori nel cassetto, attori sul comò 2012/2013
Scritto, diretto e interpretato da Fulvio Maura, Angelo Sateriale e Roberto di Marco.
In scena tre fratelli contadini, chiamati a gestire la ‘fattoria’, galline comprese.
Parlano un dialetto comprensibile da subito nonostante sia indefinibile, una sorta di esperanto dei tre terrieri.
Una volta presentato lo stato delle cose, lo spettatore capisce subito che ciò che con intelligenza viene chiamata fattoria non è altro che il popolo. Noi. Noi che votiamo.unnamed
L’attenzione con cui è scritta la sceneggiatura è da evidenziare, così come la cura con cui i tre attori riportano i tre terrieri, ognuno espressione evidente di un partito politico attualmente nel nostro Parlamento. Fulvio Maura è Water, Angelo Sateriale è Doppiopetto, Roberto di Marco è Taleggio.
I veloci giochi di parole si inseriscono in riconoscibili e altrettanto ilari ragionamenti politici.
La fattoria deve essere gestita, le galline -noi- devono essere governate.
Niente è lasciato al caso, al testo sono affidate tante vicende politiche riconoscibili.
Water ha un disturbo bipolare, Doppiopetto si sente meraviglioso e indispensabile, Taleggio ha una rete in mano e sale sui tetti.
Alle spalle, in una scenografia unica, ovvero l’interno della casa di famiglia in cui i tre vivono, ad osservarli ci sono le due foto dei genitori.che nel corso delle pièce vengono illuminate di verde, poi bianco, poi rosso.
Si ripetono fatti e ragionamenti per far vedere la differenza di ragionamento da parte dei tre.
Unica difficoltà riscontrata è stata nel seguire la terza parte, semplicemente perché l’attenzione dello spettatore ha bisogno di qualcosa, un’idea che la scuota.
In scena il pubblico ha visto passione, attenzione ad ogni minimo particolare, regia veloce e attenta, sceneggiatura realmente innovativa.
Qui l’Orwell de ‘La fattoria degli animali’ oltre che ad essere omaggiato è un buon maestro da cui imparare.

Orwell, sono certa, apprezzerebbe molto.

Per Roma a Teatro   Laura Mauti  @lauramauti

Grazie a Fulvio Maura e Teatro Lo Spazio

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