Shhh, quando l’improvvisazione è buon Teatro

RECENSIONE   L’Improvvisazione teatrale, è una delle arti più affascinanti allo stesso tempo difficili da portare in scena.
Chi scrive la studia e la ‘vive’ da anni. Quindi so che ciò che ho visto è uno spettacolo che se coltivato così come stanno facendo gli ideatori e gli improvvisatori, reso prezioso, andrà ovunque, nel mondo.21025_4080658314409_980480617_n
Shhh è uno spettacolo di improvvisazione teatrale, ma è anche un film muto. Le atmosfere riportate in scena sono quelle che troviamo in ogni film muto. Come ci si calasse in un’atmosfera di altri tempi. Uno spettacolo che pur avendo il profumo di scene lontane nel tempo, porta innovazione.
In scena Cristiana De Maio, Tania Mattei, Emanuele Ceripa, Francesco Lancia, Fabrizio Lobello, Giuseppe Marchei.
Questo spettacolo è stato portato dai Bugiardini all’edizione 2013 del famoso e prestigioso Fringe Festival di Edimburgo e per 21 giorni ha impreziosito le vie scozzesi.
Al pubblico viene chiesto di scrivere su una lavagna il titolo che vorrebbe avesse il film. Quello è l’inizio di tutto.
Il palco appare ‘velato’ da un telo che avrà la bella funzione di schermo su cui, nei momenti di buio, vengono proiettati i commenti, i cambi scena, proprio come una pellicola del 1918.
La complicità tra gli attori è evidente, il ‘dialogo muto’ ne giova rendendo alta l’attenzione.
Tania Mattei rende alla perfezione lo spirito del format, come fosse stata presa a sua insaputa da un vero film anni ’20. Francesco Lancia e Fabrizio Lobello hanno ottimamente gestito due realtà parallele che si incontravano e allontanavano grazie all’apporto di Emanuele Ceripa, Cristiana De Maio e Giuseppe Marchei, che hanno portato il colore necessario alla storia, come fossero tre spilli che fissavano e approfondivano scene che dovevano essere ornate.
Bravissimo Andrea Torti al pianoforte, che ha dato allo spettacolo l’unica voce possibile, la musica. Non essendo un improvvisatore, a lui va il complimento maggiore per la cura e la precisione che ha messo nel seguire gesti, sentimenti e corse in scena.
Attento Giacomo Cappucci che ha scritto e ben gestito i pannelli di commento, che avrebbero potuto essere di più per mantenere l’attenzione e il ritmo della messa in scena.
Ottime le scelte di una certezza della tecnica teatrale italiana, Maria Elena Fusachia
Un’ ottima prova, innovativa e che sicuramente può essere portata nel mondo non avendo alcun ostacolo per essere compreso, mancando il parlato.
Shhh è improvvisazione, è innovazione, è corpo, è espressione. An Improvised silent Movie
È bello vedere che l’improvvisazione teatrale si evolve e impreziosisce, cercando nuovi modi di esprimersi e di crescere. L’augurio è che questo, così come tanti buoni prodotti di improvvisazione teatrale, vengano visti da più gente possibile.
Perché l’improvvisazione di alto livello c’è. Dietro ci sono ore di studio, di affiatamento, di prove estenuanti, di ricerca della perfezione, di studio su come gestire l’istante e renderlo unico.
Ecco, quando l’Improvvisazione è tutto questo, allora è Teatro. Con la T maiuscola.

Per Roma a Teatro   Laura Mauti   @lauramauti

Grazie a  I Bugiardini 

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