Un’ elegante, quotidiana Tempesta

RECENSIONE       La Popular Shakespeare Kompany è nata con il lodevole obiettivo di mettere in scena ogni anno un classico della letteratura shakespeariana con la motivazione di continuare a offrire al pubblico grandi testi.
La sensazione, qui, è che Valerio Binasco abbia preso la bella, magica veste che è ‘La Tempesta‘, con attenzione l’abbia scucita e ricomposta per adattarla ai nostri giorni. Gli abiti sono moderni, così come gli accenti e le posture fisiche.
Shakespeare lo permette, lo permettono gli ideali universali offerti al pubblico con ogni suo componimento. Ad essere una difficile sfida da poter vincere è non cadere nell’eccessiva fiducia nel testo stesso. Qui il testo è ben ponderato, ogni parola, ogni passaggio è evidentemente poggiato con cura da Binasco sulle spalle di ogni suo attore.

Binasco, Contri

Binasco, Contri

Interpreti di alto livello, davvero. Ottima regia e perfette interpretazioni rendono la scena sempre piena, importante, mai lasciata al caso.
È bello, da pubblico, non sentirsi mai abbandonati. Viene coinvolto, preso in giro, fatto ridere e riflettere.
A mio avviso l’eccessiva lunghezza non rende giustizia alla sublime messa in scena, rischiando verso la fine di perdere l’attenzione degli spettatori.
Così come un selfie tra due degli attori in scena ha sortito effetti contrari tra il pubblico.
Ma oltre tutto e tutti sai di aver visto qualcosa che racconterai in futuro.
L’amato Shakespeare portato in scena da chi, si vede, lo ama davvero.
Binasco, ottimo Prospero, sembra dirigere in scena con gesti e timbri eleganti.Le posizioni sceniche affidate ai suoi riempiono sempre gli spazi e nei momenti di vergogna, malinconia, riposo, tutto è portato ai lati della scena.

Deniz Ozdogan e Valerio Binasco

Deniz Ozdogan e Valerio Binasco

Impossibile non dare a Fabrizio Contri un doveroso plauso, un Ariel, spirito vicino a Prospero, cui è stata data un’accezione buffa, nel senso più prezioso e teatrale del termine, che porta il pubblico ad aspettarlo a volerlo, desiderarlo.
Così come a chi interpreta la dolce Miranda, Deniz Ozdogan, perfetta sintonia di corpo e voce. Interpretazione ineccepibile, anche quando la regia ha dato tropa forza ai suoi movimenti e alle sue vocalità. Sarebbe perfetta anche con la metà dei gesti perché l’evidente studio del corpo in relazione alla scena le permette di essere espressiva anche in silenzio.Poi lui, Calibano, Gianmaria Martini. Non so se con zoomorfismo o cos’altro sia arrivato a montare il ‘mostriciattolo’, ma qualunque sia stato il metodo, ha fatto bene. È un Calibano fantastico. Gianmaria Martini dà tutto se stesso al teatro. Quando interpreta, lo fa sempre, costantemente, non perdendo mai il personaggio anzi tenendolo sempre vivo, fosse anche un semplice – si fa per dire – movimento delle mani. È stato evidente quando, al momento dei saluti e inchini finali, con discrezione e necessaria lentezza scioglie la tensione fisica e si lascia scaldare dai meritati applausi.

Gianmaria Martini

Gianmaria Martini

Consiglio di vedere questa ottima Tempesta. Per la regia ( Binasco ), le musiche delicate e presenti di Arturo Annecchino, il tratto moderno dei costumi di Sandra Cardini.   Per la serietà dell’essere attore, che vuol dire, rispetto, corpo, voce, presenza scenica. E questo è La Tempesta                                                                                                             

LA TEMPESTA
di William Shakespeare
Regia di VALERIO BINASCO
con (in o.a.): Alberto Astorri, Valerio Binasco, Fabrizio Contri, Andrea Di Casa, Simone Luglio, Gianmaria Martini, Deniz Ozdogan, Fulvio Pepe, Sergio Romano, Roberto Turchetta, Ivan Zerbinati
Musiche originali: Arturo Annecchino
Scene: Carlo de Marino
Costumi: Sandra Cardini

Teatro Vascello dal 25 febbraio al 16 marzo 2014

Per Roma a Teatro Laura Mauti    @lauramauti                                                                                                                         Grazie a Ufficio stampa Teatro Vascello

 

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