Educazione siberiana: un ottimo esempio di Teatro

RECENSIONE  Per chi ama, fa, vede, studia teatro, questo dovrebbe essere un buon tassello da vedere nel mosaico della propria formazione.
Per chi si ritaglia un po’ di tempo dalla quotidianità e gustare buon teatro, questo è l’indirizzo giusto.

Di ‘Educazione siberiana’ conosciamo il libro Nicolai Lilin (edito da Einaudi), venduto in 24 paesi stranieri e tradotto in 19 lingue, poi diventato un film diretto da Gabriele Salvatores e interpretato da John Malkovich
È bene conoscere ora anche la sua bella trasposizione teatrale.

Luigi Diberti e Adriano Pantaleo

È la storia di una stirpe, gli Ukra, i criminali onesti, come usano definirsi.
Deportati un tempo da Stalin in terre grigie, fredde e lontane, la progenie vive in netta contrapposizione al Potere centrale, rappresentato da due guardie strafottenti e sanguinarie, che poco di legale hanno. Il ruolo del capo della polizia sovietica è interpretato da Ivan Castiglione, freddo, spavaldo, odioso e odiato, quindi perfetto.
Siamo a Fiume basso, dove i Criminali onesti si sono stanziati arrivando anni e anni prima.
Protagonista della scena e di tutto il racconto è una famiglia. Una madre, Elsa Bossi, che riesce ad essere fredda e disperata allo stesso modo, una voce ‘teatrale’ e un timbro da invidiare.

Un nonno, capo, saggio, rispettato dal clan, Luigi Diberti, ottimo, che tiene fermo il gruppo, lo rinsalda ogni volta sembra stia disgregandosi sotto i colpi del cambiamento storico, della caduta dell’URSS.
Tre fratelli, figli della donna. Nixon, Stefano Meglio, un ragazzo perso nell’ altrove della mente, che si sente americano, lingua che parla, vaga col suo orso di pezza, rappresentando una nota magistralmente colorata nel grigio siberiano. E Boris e Yuri ( Adriano Pantaleo e Francesco Di Leva) gli altri fratelli, ribelli dalla nascita, li divideranno le scelte, la vita, l’attaccamento alla tradizione. E Giuseppe Gaudino, forte ma più mite, il cugino dei tre, che sceglierà Boris.

20140128-185442.jpg

Giuseppe Gaudino, Francesco Di Leva, Adriano Pantaleo

La splendida scelta del doppio piano scenografico fatta da Carmine Guarino, dà la possibilità di tenere accesi anche due fuochi contemporaneamente. Il primo piano, alla base, rimane fisso, all’interno della casa della famiglia, il secondo piano invece, appare e scompare riuscendo a portarci anche grazie a parziali o totali aperture, dentro situazioni diverse a seconda del momento.
Ad impreziosire un cast di qualità altissima e una scenografia geniale, le luci di Luigi Biondi che avvolgono, spronano, annichiliscono, calmano. Le uniche luci che rimarranno sempre accese sono quelle dei due lumini di fronte agli avi e all’icona sacra, che verranno spente in momenti molto, molto significativi. Da sottolineare la precisione della luce in un momento topico dello spettacolo, che rasentano quasi la perfezione caravaggesca.
Le musiche di Francesco Forni realizzano, spesso assieme alle luci, un tappeto perfetto, tessuto addosso ai protagonisti, i pensieri, le voci fuori campo, la libertà.

Elsa Bossi e Stefano Meglio

I costumi di Giovanna Napolitano che veste ragazzi di campagna, con giacconi spesso più grandi, ma che tengono caldi.
La regia di Giuseppe Miale di Mauro è impreziosita, se mai poteva essere possibile, dal lavoro di
Roberto Aldorasi curatore del movimento. Una figura che dovrebbe essere sempre in uno spettacolo teatrale. Quanto è importante il corpo, il suo muoversi, il suo darsi al pubblico. Qui c’è. Ci sono i corpi che pretendono e si prendono il dovuto spazio. Ci sono dei momenti in cui i tre ragazzi, con precisione millimetrica, si muovono sincronicamente, come a sottolineare lo stesso scopo, le stessa appartenenza, le stesso regole.
Un particolare plauso ad Adriano Pantaleo. Che ho riconosciuto ore dopo la rappresentazione, ripensandoci. In scena è ottimo. Splendido l’uso dello sguardo e quello del corpo, articolazione delle frasi leggera e allo stesso tempo netta.

Insomma, uno spettacolo ‘completo’ davvero. Fatto da persone che ci credono e che stanno spendendo molto in energia. Il gesto di vittoria fatto da quasi tutti gli attori in scena alla fine, al momento degli applausi, non so per cosa fosse dovuto, ma avrei voluto farlo anch’io e partecipare alla meraviglia.

Ho visto un ottimo esempio di Teatro, e la maiuscola non è un caso.

Per Roma a Teatro: Laura Mauti

Grazie a: Ufficio stampa Maya Amenduni e staff del Piccolo Eliseo Patroni Griffi

In scena al Teatro Piccolo Eliseo Patroni Griffi

Orari recite:
martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 20.45
mercoledì, domenica ore 17.00

Prezzi biglietti
Da 11€ a 20 €

Botteghino: 06 4882114 e 06 48872222

 

Annunci