TEATRO EUTHECA ‘L’isola degli schiavi’ di P. C. De Marivaux dal 12 al 22 dicembre

Al Teatro Eutheca di Roma
dal 12 al 22 dicembre 2013
(da giovedì a sabato ore 21.00 – domenica ore 17.30)

L’ISOLA DEGLI SCHIAVI
di P.C.DE MARIVAUX
Traduzione di F.DE MARTIN

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regia di
FEDERICA TATULLI

scene di Francesco Persico
costumi di Mariella D’Amico
disegno luci di Luca Barbati
Aiuto regia Salvatore Costa

con
FEDERICA TATULLI
ROMANO TALEVI
GIOVANNI GRASSO
ILARIA PIEMONTESE
LORENA RANIERI

Debutta il 12 dicembre (e fino al 22) al Teatro Eutheca di Roma “L’isola degli schiavi” di P.C. De Marivaux, nella traduzione di Ferdinando De Martin, per la regia di Federica Tatulli – nel doppio ruolo di attrice – e con Romano Talevi (lo Scienziato pazzo di “Avanti un altro”, programma condotto da Paolo Bonolis), Giovanni Grasso, Ilaria Piemontese e Lorena Ranieri.
La commedia, resa nota in Italia dall’edizione di Strehler del ’94 e rappresentata per la prima volta a Parigi nel 1725, è una delle opere più illuminate del drammaturgo francese. Un vero e proprio capolavoro di comicità.

Una coppia di padroni, Iphicrate e Euphrosine, e i loro rispettivi servi si ritrovano, in seguito a un terribile naufragio, su un’isola bizzarra: qui un gruppo di schiavi ribelli ha sovvertito l’ordine sociale, uccidendo o riducendo in schiavitù tutti i padroni. Come spiega ai nuovi ospiti il governatore Trivellino, sono i servi a comandare e i padroni ad obbedire; nessuno può sottrarsi a questa legge che esige, per poter “rieducare”, che i primi si scambino di ruolo con i secondi: i servi saranno liberi di vendicarsi dei torti subiti, mentre i padroni sperimenteranno quali mali si patiscono in schiavitù. Non per sempre, giusto il tempo che il cambiamento morale e la rivoluzione dei cuori si compia, facendo diventare tutti un po’ più umani.
Tra vendette incrociate, mascheramenti, dialoghi accesi e tante risate L’isola degli schiavi, nella regia di Federica Tatulli, porta in scena il sogno di un mondo migliore e più giusto. In un ambiente trasfigurato dal meccanismo giocoso del teatro (un’isola interamente ricostruita con tonnellate di sabbia), in un luogo e uno spazio senza tempo ma che strizza l’occhio alla realtà contemporanea (per certe allusioni alle devastazioni ambientali), il pubblico – completamente immerso nella scena come in uno studio cinematografico – è chiamato insieme gli attori a intraprendere una riflessione sulla nostra condizione di uomini e sul valore della solidarietà. Una riflessione sulla necessità, più che mai attuale, di superare la prospettiva particolaristica dietro la quale ogni individuo o gruppo sociale, religioso, culturale si trincera, e di vincere la paura e la diffidenza dell’altro da noi nell’amore e nel rispetto dell’intera umanità. Perché in fondo, al di là delle maschere, dei ruoli, dei condizionamenti sociali, siamo tutti fratelli.
E allora, se abbandonassimo i conflitti che ci portano istintivamente uno contro l’altro e adottassimo piuttosto uno sguardo “allargato” – necessario in tempi di globalizzazione, guerre, e sbarchi di migranti -, non riusciremmo forse a valorizzare e a comprendere meglio le diversità culturali, arricchendo così la nostra vita sulla Terra?
Per saperne di più: http://www.youtube.com/watch?v=ukEb5YONXA4

Lo spettacolo sarà al centro del concorso di critica teatrale “IN TEATRO”; promosso dal Teatro Eutheca in collaborazione con l’Accademia di Recitazione Triennale EUTHECA – European Union Academy of Theatre and Cinema è aperto a tutte le scuole secondarie di II grado (IV e V anno) di Roma al fine di sostenere e incoraggiare la conoscenza del teatro e del suo linguaggio presso i giovani (http://www.eutheca.eu/3-it-38681-in-teatro-concorso-di-critica-teatrale.php).

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