Un lungo applauso per ‘Oscar W’

È uno splendido tessuto con cui avvolgere il pubblico. Un tessuto a tratti ruvido, in altri simile al velluto, a volte con dei buchi dati dalla sofferenza.

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Il pubblico viene accolto in un non luogo da una voce profonda e ferma che canta che si rivelerà poi essere quella di Mariagrazia Torbidoni, Oscar Wilde.
È un lento palesarsi di un’unica scena tardo ottocentesca, nell’Inghilterra che Wilde impreziosì con il suo genio.
Una sola persona in scena, tanti personaggi rivolti al pubblico.
Un monologo serrato, mai banale, fatto di momenti della vita di Oscar Wilde intrecciati ai suoi scritti e ai suoi aforismi.
Oscar Wilde non è solo un libricino di aforimi e frasi taglienti, che troviamo nei cioccolatini, scena deliziosa e fine su cui Onori scherza con molta intelligenza.
È genio indiscusso della parola, persona ferma e piena del suo io che si ritroverà, nonostante la sua forza, vittima di un amore debole e malsano, condannato per sodomia e umiliato. Prima del carcere, il 13 novembre 1895 sarà esposto al pubblico ludibrio di una stazione ferroviaria, dalle 14 alle 14,30 con un cartello al collo. Colpevole. Colpevole d’aver vissuto, d’aver scritto, d’aver amato. D’aver perso se stesso.
Il taglio registico ambizioso ed efficacie di Andrea Onori ha lo scopo di far variare il racconto, dargli ritmi e colori diversi lungo la narrazione, affinché il pubblico non perda mai – ed è così – l’attenzione alle parole, ai movimenti e al valore di ogni scena.
Dare corpo e voce femminili ai pensieri di Oscar Wilde è un’ottima scelta. Soprattutto perché

Mariagrazia Torbidoni ha il pregio di poter essere considerata un’attrice. Un timbro vocale forte, vivo,una presenza scenica che riempie gli spazi, un’energia che sembra scaturire dall’anima                        dell’ interprete o dell’interpretato, chissà.

I molti gesti ironici inseriti nella narrazione hanno il pregio di rendere tutto molto reale.
La maglietta azzurra con scritta ‘Barilla’ nella scena iniziale, prima che la scena e il personaggio si rivelino calati nel tempo e nello spazio, ha l’impatto che deve avere. Bravi.
Il pubblico segue, apprezza e ringrazia infine con un lungo, lunghissimo applauso che fa uscire per ben cinque volte l’attrice che non poteva essere salutata e congedata altrimenti.

È bello sapere che ‘Oscar W’ fa parte della sezione Formazione della Casa delle Culture e sarà replicato dal 2 al 6 dicembre come matinée per le scuole superiori, all’interno di un progetto dedicato allo studio e all’approfondimento della figura di Oscar Wilde che prevede anche un laboratorio teatrale pratico per gli studenti.

Lo spettacolo sarà replicato al pubblico il 4 novembre alla Casa delle Culture. Segnatelo.

Per Roma a Teatro  Laura Mauti

Grazie ad Andrea Onori e Casa delle Culture Roma

Compagnia virgolatreperiodico
Oscar W.
15 ottobre 2013

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