TEATRO ELISEO dal 7 al 26 maggio ‘Mi chiedete di parlare…’ su Oriana Fallaci scritto e diretto da Monica Guerritore

Un personaggio scomodo, controverso, osannato per la sua forza e il suo coraggio nello sfidare i potenti, nel raccontare in prima persona le guerre, ma anche discusso e odiato per l’attacco all’Islam e la reazione viscerale alla tragedia delle Torri Gemelle a New York. Questa era Oriana Fallaci: una figura che ha sempre suscitato giudizi contrastanti e che riemerge prepotentemente e senza alibi in Mi chiedete di parlare.
“Voglio riprendere il suo respiro”. Bastano queste poche parole, in chiusura alle note di presentazione dello spettacolo, per capire come Monica Guerritore abbia scritto il testo e lavorato – sulla drammaturgia prima e sulla messa in scena poi – tradendo la “biografia consolidata” per avventurarsi “con la mente sgombra nell’Enigma Fallaci”.
Lo spettacolo giunge all’Eliseo a chiusura di due anni di clamoroso successo in tournée e dopo il tutto esau­rito al Piccolo di Milano.

Immagino una folle, piccola donna, che torna nel luogo della sua solitudine, quella  casa di New York, ora non più sua, coperta di teli di plastica, in attesa di nuovi abitanti. Là nessuno poteva entrare e una grande giornalista, come Lucia Annunziata,  descriverà “un disordine che inquieta, una donna sola, un tappeto di cicche di sigarette per terra…”.
È lì che si era rintanata Oriana, nell’ombra. Mentre la Fallaci infiammava il mondo.
“Non guardatemi” chiederà gentilmente alla fine del mio spettacolo “…Non guardatemi morire”. Non mostrando più niente di sé, Oriana è riuscita a salvaguardare il Mito Fallaci. La sua forza e il suo glamour. E lasciare a noi solo la possibilità di fare delle ipotesi sulle contraddizioni di una grande, rabbiosa, folle donna. La più grande e la più odiata. La prima cronista di guerra, la prima “celebrity”, forse anche la prima vittima della potenza dell’Immagine. Della sua stessa Immagine.
Il palcoscenico ci aiuterà a capire. Non c’è luogo più del palcoscenico dove non si possa mentire. Nessun luogo.
“Una donna non muore se da un’altra parte, un’altra donna, riprende il suo respiro” dice Helene Cixous.
Voglio riprendere il suo respiro. Per capire.  (Monica Guerritore)

testo e regia Monica Guerritore

ricerca e raccolta materiali biografici di Emilia Costantini
con Lucilla Mininno
collaborazione alla regia e autore video Enrico Zaccheo
la voce di una giornalista è di Emilia Costantini
la voce di Francois Pelou è di Rachid Benhadj
luci Pietro Sperduti
scene Monica Guerritore
costumi Graziella Pera / Monica Guerritore
Orari recite:
martedì, giovedì, venerdì ore 20.45
mercoledì, domenica ore 17.00
sabato ore 16.30 e 20.45

 

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